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<title>De Masi Impianti</title>
<link>http://www.demasi-impianti.it</link>
<language>it</language>
<description>Le ultime 10 notizie.</description>
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<pubDate>Mon, 21 May 2012 3:27:52 +0100</pubDate>
<item>
<title><![CDATA[13/05/2012 - Slitta il Quinto Conto Energia, Regioni: 'il Governo prima accolga le modifiche']]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=75</link>
<description>
<![CDATA[<p id="testoRidimensionabile" class="textNews">11/05/2012 - Rinviato l&rsquo;esame del Quinto Conto Energia. La Conferenza delle Regioni, che doveva pronunciarsi ieri sui decreti del Governo per gli incentivi alle rinnovabili, ha condizionato il via libera sui due provvedimenti all'accettazione da parte del Governo di una serie di richieste.</p>
<div id="box-int-news">
<div class="ombra-foto"><img src="http://www.edilportale.com/Upload/f_27491_01.jpg" alt="Slitta il Quinto Conto Energia, Regioni: 'il Governo prima accolga le modifiche'" width="250" /></div>
<div id="cont-int-news">
<div>
<h2><span id="testoRidimensionabile2" class="news-font textNews">Come riportato da Massimo Giordano, assessore allo Sviluppo Economico e all'Energia del Piemonte e coordinatore della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni, il parere positivo arriver&agrave; quando saranno accolte le proposte che mirano a incrementare il tetto economico da 500 milioni a un miliardo e ad escludere dagli impianti soggetti a registro quelli di potenza inferiore a 20 kW, quelli pubblici di qualsiasi potenza, quelli con caratteristiche innovative e quelli a concentrazione.<br /><br />Prima delle richieste della Conferenza delle Regioni, l'Esecutivo aveva mostrato dei segnali di apertura, lasciando intravvedere modifiche per il Quinto Conto Energia.<br />Mercoled&igrave;, infatti, la riunione tecnica della Conferenza Stato Regioni, sulla scia delle richieste avanzate dagli operatori del settore,&nbsp;ha proposto una serie di cambiamenti, recepiti dai tecnici dei ministeri dell&rsquo;Ambiente e dello Sviluppo Economico. Spiccano tra questi&nbsp;il sostegno al Made In e la proroga, dal primo luglio al primo ottobre, dell&rsquo;entrata in vigore del nuovo sistema.<br />&nbsp;<br />I contenuti sono stati illustrati in dettaglio dall&rsquo;on Stefano Saglia, capogruppo per il PdL in Commissione Attivit&agrave; Produttive della Camera, durante un intervento al Solarexpo di Verona.<br />&nbsp;<br />Il Made In potrebbe diventare uno dei criteri con cui attribuire la priorit&agrave; per l&rsquo;accesso ai registri. Allo stesso tempo, potrebbe essere riconosciuta una tariffa premiante a chi utilizza la componentistica Made In per gli impianti di potenza maggiore a 100 kw e a quanti intraprendono interventi per la sostituzione dell&rsquo;amianto con i pannelli fotovoltaici. La premialit&agrave; consistererebbe in una tariffa di 3 centesimi cumulabili con una riduzione del 10 per cento della tariffa base degli incentivi.<br />&nbsp;<br />Per quanto riguarda l&rsquo;innalzamento della taglia per gli impianti che possono accedere ai registri, &egrave; stata ipotizzata la differenziazione tra opere private ed opere pubbliche. Nel primo caso, resterebbe fermo il limite di 12 kw. Al contrario, per le opere pubbliche potrebbe esserci un innalzamento fino a 50 kw.<br />&nbsp;<br />Tra le misure accolte dai Ministeri c&rsquo;&egrave; infine il possibile innalzamento del tetto del cap fino a un massimo di 100 milioni.<br />&nbsp;<br />A detta di Saglia, si tratta di importanti decisioni tecniche. Nonostante il deputato abbia dichiarato che a suo parere non ci sarebbe stato bisogno di un Quinto Conto Energia, perch&eacute; il Decreto Romani gi&agrave; prevedeva un contenimento della spesa dal primo gennaio 2013, fino alla scomparsa degli incentivi nel 2016, le modifiche cercano di evitare stravolgimenti nel settore.<br /><br />Si attende ora la definizione dei contenuti e l'eventuale assorbimento delle nuove richieste.<br /><br />Ricordiamo che secondo le bozze presentate dal Governo, il quinto Conto Energia prevede un taglio del 35% degli incentivi, mentre il decreto per le altre rinnovabili allinea gli incentivi alla media europea e introduce meccanismi per governare la nuova potenza installata.</span></h2>
</div>
</div>
</div>]]>
</description>
<pubDate>Sun, 13 May 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[01/05/2012 - Infrastrutture e bonus 55% stabile, la Camera pone condizioni al Def]]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=74</link>
<description>
<![CDATA[<h3>
<div style="font: 18px/23px Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; margin-bottom: 10px; color: #333333;">Per il via libera chieste anche modifiche al Quinto Conto energia e confronto sulle opere pubbliche</div>
</h3>
<p>27/04/2012 &ndash; Aggiustamenti nelle norme che regolano gli incentivi alle rinnovabili, interventi nel Mezzogiorno e consultazione pubblica prima della realizzazione di opere che possono provocare impatti sul territorio e la comunit&agrave;. Sono le richieste emerse durante l&rsquo;analisi del Def, Documento di economia e finanza, da parte delle Commissioni Trasporti e Lavori Pubblici di Camera e Senato. &nbsp; Tranne che in un caso, le Commissioni hanno espresso parere favorevole sul provvedimento, subordinandolo ad alcune condizioni. &nbsp; La Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera ha dato il via libera al documento a condizione che il Governo si impegni a modificare gli schemi dei decreti interministeriali sul Quinto conto energia, recanti la disciplina degli incentiviall'installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per il conseguimento degli obiettivi di politica ambientale assunti con l&rsquo;Unione Europea.<br />&nbsp;<br />La Commissioneha suggerito anche di rivedere la Manovra Salva Italia per stabilizzare la detrazione fiscale del 55%, a favore di quanti sostengono spese per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, estendendo lo stesso sistema di agevolazioni alla messa in sicurezza degli edifici dal rischio sismico.<br /><br />Durante l&rsquo;esame del documento la Commissione ha chiesto infine di allentare i vincoli del Patto di stabilit&agrave; interno, per consentire gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico agli enti locali virtuosi, e di garantire&ensp;la corretta attuazione delle disposizioni del Regolamento attuativo del Codice Appalti che entreranno in vigore l&rsquo;8 giugno 2012.<br />&nbsp;<br />Parere positivo &egrave; stato espresso anche dalla <strong>Commissione Trasporti della Camera</strong>, che ha posto come condizione l'applicazione delle procedure di consultazione pubblica sul modello francese. Nella realizzazione delle infrastrutture, a cominciare dalle opere per le quali non &egrave; stato ancora elaborato il progetto esecutivo, devono quindi essere sentite le popolazioni locali e le associazioni portatrici di interessi.<br /><br />Si &egrave; invece discostata la <strong>Commissione </strong><strong>Lavori </strong><strong>Pubblici del Senato</strong>, che ha dato parere contrario. La scelta &egrave; stata motivata da diverse considerazioni. In primo luogo, risulterebbe assente la volont&agrave; di investire le limitate risorse pubbliche disponibili in opere infrastrutturali realizzabili in tempi certi e con modalit&agrave; sostenibili, sia in termini di vincoli di bilancio, che dal punto di vista ambientale e sociale.<br />&nbsp;<br />Per la Commissione &egrave; infine necessario che venga fornito un quadro chiaro dello stato di avanzamento dei lavori con le corrispondenti stime economiche e di copertura finanziaria.<br />&nbsp;<br />A detta della Commissione, infine, non emerge chiaramente la decisione di procedere all'archiviazione della costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, non ritenuto prioritario dalla Commissione Europea.<br />&nbsp;<br />Per la definizione dei contenuti e delle modifiche sollecitate si attende ora l&rsquo;esito della discussione in Parlamento.</p>]]>
</description>
<pubDate>Tue, 01 May 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[14/04/2012 - Bozza V conto energia]]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=73</link>
<description>
<![CDATA[<p>Lascia stupiti questa bozza del V conto energia che se venisse approvata darebbe un duro colpo al settore del fotovoltaico:</p>
<p>iscrizione al registro per gli impianti sopra i 12kw</p>
<p>incentivi per meno di <strong>500 milioni/anno</strong>,</p>
<p>I nuovi incentivi saranno basati sulla<strong> tariffa omnicomprensiva</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/2012_04_10_V%20Conto%20Energia.pdf">SCARICA&nbsp;</a></span></strong>(formato pdf)</p>
<p>&nbsp;</p>]]>
</description>
<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[08/04/2012 - V Conto Energia, Clini: niente stop per le rinnovabili]]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=72</link>
<description>
<![CDATA[<p><span class="data_dettnews">02/04/2012</span></p>
<div id="stampa"><a title="Stampa questo articolo" rel="nofollow" href="http://www.infobuildenergia.it/stampa_notizia.php?id=2359" target="_blank"><img id="id43126753817164753" src="http://www.demasi-impianti.it/Images/stampante.gif" alt="Stampa questo articolo" /></a> <a title="Stampa questo articolo" rel="nofollow" href="http://www.infobuildenergia.it/stampa_notizia.php?id=2359" target="_blank">Stampa</a></div>
<div class="contenuto_testo_img">
<div class="testo">
<p>Al via da oggi i rincari sulle bollette di luce e gas che incideranno sulle tasche dei cittadini con un iniziale aumento di circa il 5.8 per cento, che potrebbe ulteriormente crescere nei prossimi mesi. A partire da questi aumenti &egrave; in corso in questi giorni un&nbsp; dibattito tra il <strong>Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera</strong> e il <strong>Ministro dell'Ambiente Corrado Clini</strong> sugli <strong>incentivi alle rinnovabili</strong>. <br />Il ministro Passera, considerando gli incentivi come i responsabili del caro bollette, nei giorni scorsi ne ha annunciato i tagli con l'arrivo dei nuovi decreti ministeriali. Passera ha in particolare sottolineato l'importanza di arrivare a "un riallineamento degli incentivi a quelli che si pagano negli altri Paesi". Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini in un'intervista a Repubblica ha invece confermato la necessit&agrave; di mantenere gli incentivi, sottolineato che&nbsp; "Fermando le rinnovabili, rischiamo l'autogol e non tagliamo i prezzi, meglio tagliare gli aiuti al nucleare e alle acciaierie. Per abbassare le tariffe, ha continuato il ministro, innanzitutto bisogna pulire le bollette eliminando gli oneri impropri, a partire da quanto paghiamo per il Cip 6, per il nucleare, per gli sconti concessi alle grandi industrie energivore come le acciaierie".<br />Per Clini, "mettere in contrapposizione la riduzione della bolletta energetica e il sostegno alle fonti rinnovabili" &egrave; "un errore strategico" perch&egrave; "rischieremmo di uscire dal settore delle rinnovabili mortificando la capacit&agrave; innovativa del Paese, penalizzando l'industria nazionale, aumentando la disoccupazione: sarebbe come abbandonare la telefonia negli anni Ottanta, prima del boom". <br /><br />In <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=27263" target="_blank">un'intervista rilasciata a Rainews 24</a> Clini ha tenuto a precisare che il ministero dell'Ambiente e quello dello Sviluppo Economico stanno lavorando insieme e d'accordo per una riduzione degli incentivi per il fotovoltaico, per riportare il valore dell'incentivo al prezzo reale dei moduli fotovoltaici oggi e per correggere le speculazioni che ci sono state in particolare nel 2010. "Io e il ministro Passera - ha dichiarato Clini - siamo d'accordo e stiamo lavorando insieme alla revisione degli incentivi. La revisione deve per&ograve; assicurare il futuro del fotovoltaico e degli investimenti nell'energia solare. Quello dell'energia solare &egrave; uno dei settori di punta dell'innovazione tecnologica a livello globale, che dovrebbe portare nel giro di pochi anni ad un aumento dell'efficienza dei moduli fotovoltaici dai 10-12% di oggi al 25%, e anche un'innovazione in termini di dimensioni, attraverso le nanotecnologie si sta puntando infatti a ridurre le dimensioni dei moduli. E' un settore in grande evoluzione che va sostenuto". <br />"Pi&ugrave; aumenta la quota di rinnovabili nel nostro portafoglio energetico - ha continuato il Ministro Clini - pi&ugrave; diminuisce la necessit&agrave; di importazione in particolare di petrolio e di gas naturale. C'&egrave; una certa rigidit&agrave; del sistema italiano, probabilmente la produzione di elettricit&agrave; dalle nostre centrali &egrave; in eccesso e vincolata alle forniture che sono forniture di lungo periodo per cui paradossalmente siamo costretti a tenere alto il livello di importazione, anche se non ne avremmo pi&ugrave; bisogno. E' evidente che man mano che cresce la quota delle rinnovabili si riduce il costo di importazione della materia prima energetica nazionale. Ci sono molte voci in bolletta che pesano sui cittadini e non hanno diretta relazione alla fornitura di elettricit&agrave;".<br />&nbsp;<br /><strong>Secondo Legambiente &egrave; in corso &nbsp;una campagna mediatica che punta a fermare le energie pulite</strong>, mettendo in luce solo l'impatto in bolletta di questa crescita e non gli enormi vantaggi per il Paese, per i cittadini e le aziende, derivanti da una prospettiva di investimento su un &nbsp;modello energetico pulito, efficiente, distribuito.<br /><strong>Edoardo Zanchini</strong>, vicepresidente di Legambiente intervenendo nel dibattito di questi giorni ha apprezzato l'intervento di Clini &nbsp;"<strong>Bravo Clini, e basta bugie sui costi delle rinnovabili in bolletta. Gli italiani pagano soprattutto la dipendenza dai combustibili fossili e le troppe centrali termoelettriche a mezzo servizio.</strong> I vantaggi delle tecnologie pulite diventano, invece, sempre pi&ugrave; evidenti: abbassano il prezzo dell'elettricit&agrave; al picco della domanda proprio grazie al solare fotovoltaico, riducono le importazioni grazie a una produzione pari al 26,6% dei consumi elettrici, abbassano i costi legati al protocollo di Kyoto. Invitiamo quindi il Ministro Passera a leggere con attenzione lo <a href="http://www.infobuildenergia.it/notizie/79-miliardi-di-euro-per-l-italia-dalle-rinnovabili-2355.html">studio della Bocconi</a> che mette in luce i risparmi che gli investimenti nelle rinnovabili produrranno nei prossimi anni, invece di ascoltare solo le solite lobby delle centrali inquinanti".<br />"<strong>E' stupefacente che tutta l'attenzione si concentri su quel 10% della bolletta elettrica legato agli incentivi alle rinnovabili, mentre nulla si dice sul restante 90% che riguarda il costo dell'acquisto di petrolio e carbone, i miliardari guadagni delle imprese, i sussidi al nucleare e ad altre voci assurde, oltre alle tasse</strong>. E' evidente la regia di questa operazione da parte di chi ha interesse a difendere la produzione termoelettrica convenzionale e a fermare il nuovo che avanza - ha continuato Zanchini -. Come non appare certamente neutrale l'atteggiamento del Ministro Passera, che in questi mesi invece di approvare i decreti attuativi per le rinnovabili termiche e elettriche, fermi da settembre, ha preferito rinviare ogni decisione e confronto, per arrivare ora a parlare solo di tagli e tetti alle rinnovabili &lsquo;<em>per aiutare le bollette di famiglie e aziende'</em>, riproponendo una strada vecchia, sbagliata e che non fa gli interessi del Paese.".<br />&nbsp;<br /><strong>Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia</strong> ha evidenziato che "Il caro bollette, non pu&ograve; e non deve giustificare alcuna bugia. La vera causa di questi aumenti non sono gli incentivi alle fonti rinnovabili. La vera causa degli aumenti &egrave; la dipendenza dell'Italia dalle fonti fossili e il fatto che il costo della maggior parte dei nostri consumi sia determinato dal prezzo del petrolio sulla piazza di Londra. Un prezzo da lungo tempo impazzito. Le rinnovabili pesano sulla bolletta degli italiani per quote proporzionalmente modestissime. Inoltre &egrave; singolare il fatto che nel valutare il peso degli incentivi non si tenga quasi mai conto di quello che le misure di sostegno producono. Ce lo ha ricordato l'Universit&agrave; Bocconi, con una ricerca specifica, proprio pochi giorni fa: i benefici netti delle fonti rinnovabili, al 2030, ammonteranno a 79 miliardi di euro sotto forma di maggiore occupazione, mancata importazione di combustibili fossili, esportazioni nette dell'industria, riduzione del prezzo di picco dell'energia".<br />&nbsp;<br /><strong>Valerio Natalizia, Presidente di GIFI-ANIE</strong> ha dichiarato: "La campagna mediatica sui costi del fotovoltaico &egrave; strumentale e di parte. Ha ragione il Ministro Corrado Clini: non si possono sottolineare i costi delle rinnovabili e ignorarne i vantaggi. Nel solo 2011 il settore fotovoltaico ha generato 40 miliardi di euro di investimenti, per lo pi&ugrave; privati, mentre il gettito IVA ha raggiunto i 4 miliardi. Negli ultimi 5 anni il fotovoltaico ha creato 100 mila posti di lavoro dei quali 20 mila addetti diretti e con et&agrave; media inferiore ai 35 anni."<br />"La poca flessibilit&agrave; degli impianti di produzione centralizzata &egrave; il vero limite allo sviluppo e all'innovazione del sistema elettrico italiano - <strong>continua Natalizia</strong>. L'obiettivo delle maggiori economie mondiali &egrave; la decarbonizzazione degli approvvigionamenti energetici. Solo promuovendo nuove tecnologie energetiche e infrastrutture di rete innovative si generano investimenti, si creano posti di lavoro, competitivit&agrave; ed indipendenza energetica dalle instabilit&agrave; geopolitiche."<br />"Concordo con il Ministro Corrado Clini &nbsp;- <strong>conclude Natalizia</strong> - sulla necessit&agrave; di ripulire le bollette elettriche da oneri impropri. Le famiglie italiane continuano a pagare per le fonti assimilate (che poco hanno di rinnovabile), per il nucleare e per gli sconti concessi alle grandi industrie come le acciaierie: questi oneri non generano ne innovazione e tantomeno competitivit&agrave;".<br /><br />&nbsp;<br />"Bene l'intervento del ministro Clini sul tema delle rinnovabili: ne ha sottolineato la strategicit&agrave; per il sistema Paese e il ruolo fondamentale per arrivare ad un sistema elettrico meno rigido e pi&ugrave; articolato che consenta di allentare la dipendenza dell'Italia dalle fonti fossili". Cos&igrave; commentano il senatore <strong>Roberto Della Seta, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, il senatore Francesco Ferrante, responsabile per il Pd delle politiche relative ai cambiamenti climatici</strong>, e Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. Il ministro Clini, continuano i parlamentari del Pd, "sgombra il campo da alcune forzature che negli ultimi giorni hanno irrigidito il dibattito sul peso che le energie rinnovabili, a partire dal fotovoltaico, hanno sulle bollette elettriche in Italia. Ben venga - dicono - un 'tagliando' al sistema di incentivazione, ma che sia contestuale all'eliminazione dei costi che ancora immotivatamente si annidano nelle bollette come il Cip6 o gli sconti alle grandi industrie energivore. Sarebbe un errore imperdonabile - concludono - azzoppare il settore delle energie rinnovabili, perch&eacute; i benefici di medio e lungo periodo che possono garantire, con una maggiore occupazione, export netto dell'industria e una riduzione del prezzo di picco dell'energia, sono stimati nell'ordine di quasi 80 miliardi di euro nei prossimo 20 anni da studi condotti dall'Universit&agrave; Bocconi"<br />&nbsp;<br />Intanto oggi si svolge&nbsp;l'<a href="http://www.infobuildenergia.it/notizie/convocati-a-roma-gli-stati-generali-delle-fonti-rinnovabili-e-dell-efficienza-energetica-2357.html" target="_blank">incontro di tutte le associazioni del settore rinnovabili ed efficienza energetica</a>, organizzato da Ises Italia e Kyoto Club, con i responsabili dei ministeri dello Sviluppo economico, Ambiente e Politiche agricole con l'obiettivo di "un confronto trasparente sulle misure da prendere" per riformare gli incentivi alle rinnovabili.</p>
</div>
</div>]]>
</description>
<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[03/04/2012 - Corrado Clini: nessuna sorpresa in arrivo per il fotovoltaico]]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=71</link>
<description>
<![CDATA[<p><strong><em><img title="clini.jpg" src="photos/clini.jpg" alt="clini.jpg" width="104" height="104" /></em></strong></p>
<p><strong><em>Non c&rsquo;&egrave; alcuna sorpresa in arrivo per il settore del fotovoltaico</em></strong>&rdquo;. Lo afferma il Ministro dell&rsquo;Ambiente, <strong>Corrado Clini </strong>(<em>nella foto a sinistra</em>). &ldquo;<em>La revisione del conto energia &egrave; prevista dal decreto del 2011 e, come &egrave; noto, <strong>deve portare a una riduzione degli incentivi tenendo conto dei prezzi attuali dei moduli fotovoltaici e dell'esigenza di non superare il limite stabilito di 7 miliardi l&rsquo;anno</strong></em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indicazioni del Ministro per il <strong>&ldquo;Quinto Conto Energia&rdquo;</strong>, che sar&agrave; pronto a breve, sul fotovoltaico sono chiare: &ldquo;<em>Gli incentivi dovranno riguardare gli impianti di piccole dimensioni per l&rsquo;autoconsumo domestico e industriale, <strong>favorendo l&rsquo;integrazione del solare con l&rsquo;efficienza energetica</strong> e sostenendo l&rsquo;innovazione tecnologica. In questo modo, gli incentivi rappresentano un forte fattore di crescita, che si accompagna agli effetti del credito di imposta (55%) e al successo del Fondo rotativo di Kyoto. Inoltre <strong>gli incentivi dovranno sostenere gli investimenti nelle zone industriali dismesse</strong>, per avviare una nuova industrializzazione sostenibile in aree strategiche per il nostro sviluppo. In ogni caso, <strong>sar&agrave; inclusa la copertura per gli investimenti gi&agrave; in corso</strong></em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Quinto Conto Energia</strong> &egrave; il prossimo meccanismo di incentivazione dell&rsquo;energia rinnovabile prodotta dai pannelli solari fotovoltaici. Sostituir&agrave; l&rsquo;attuale Quarto Conto Energia, che prevede un aggiornamento quando il peso degli incentivi erogati sar&agrave; eccessivo. Gli incentivi sono dati sotto forma di un pagamento per ogni chilowattora prodotto e le risorse sono prelevate dalle bollette elettriche dei consumatori. Oggi il contributo si avvicina ai 6 miliardi di euro l'anno, e<strong> le nuove regole sono preparate in anticipo rispetto alla scadenza</strong>, in modo da dare pi&ugrave; tempo a consumatori e imprese. Oltre agli effetti ambientali, ci sono anche altri vantaggi nelle fonti rinnovabili di energia. &ldquo;<em>Per esempio, mentre pesano sulle bollette, al tempo stesso con un meccanismo opposto</em> &ndash; sostiene il ministro &ndash; <em><strong>le fonti pulite di energia abbassano il costo del chilowattora</strong> e soprattutto riducono il fabbisogno di combustibili fossili, che sono d&rsquo;importazione, con un vantaggio netto sulla bilancia dei pagamenti del Paese</em>&rdquo;. Infine il Ministro sottolinea che &ldquo;<em>la promozione del fotovoltaico integrato con l&rsquo;efficienza energetica nelle aree urbane &egrave; una componente del progetto nazionale per le <strong>smart cities</strong> e la diffusione della <strong>produzione distribuita di energia ad alta efficienza e basso impatto ambientale</strong></em>&rdquo;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte:</strong> Ministero dell'Ambiente</p>]]>
</description>
<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[06/03/2012 - Sbloccato il Fondo Kyoto da 600 milioni per incentivare le rinnovabili]]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=69</link>
<description>
<![CDATA[<p align="justify"><strong>Finalmente una buona notizia in tema di finanziamenti per le rinnovabili. </strong></p>
<p align="justify"><strong>Dal prossimo 15 marzo i cittadini italiani potranno usufruire delle agevolazioni previste dal Fondo Kyoto per un totale di 600 milioni di euro. </strong></p>
<p align="justify"><strong>I finanziamenti, ottenibili con un tasso agevolato pari allo 0,5% per 6 anni rimborsabili in rate semestrali, potranno essere richiesti da privati, enti pubblici, condomini e imprese per realizzare interventi volti alla riduzione delle emissioni di gas serra, come pannelli fotovoltaici, minieolico e impianti a celle combustibili. </strong></p>
<p><img src="http://www.puntofotovoltaico.it/images/newsletter/20120305.jpg" alt="" vspace="30" width="392" height="212" /></p>
<p>Gli incentivi dovrebbero cos&igrave; coprire il 70% dei costi totali per le persone fisiche e giuridiche, condomini e imprese, e il 90% per enti pubblici. Tutte le domande possono essere inoltrate on-line compilando il form disponibile sul sito della Cassa Depositi e Prestiti che gestisce il Fondo Kyoto. Il Fondo Kyoto finanzia interventi a livello regionale e nazionale. Gli interventi finanziabili con il Fondo Kyoto a livello regionale sono:</p>
<p>&bull; microcogenerazione diffusa: installazione di impianti che utilizzano gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili liquidi di origine vegetale, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa quali fonti energetiche;</p>
<p>&bull; installazione di impianti da fonti rinnovabili per la generazione di elettricit&agrave; o calore (eolico, idroelettrico, solare termico, biomassa, fotovoltaico);</p>
<p>&bull; risparmio energetico e incremento dell'efficienza negli usi finali dell'energia.</p>]]>
</description>
<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[04/03/2012 - Fotovoltaico: modificato l'art. 65 del decreto liberalizzazioni]]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=68</link>
<description>
<![CDATA[<p><span class="data_dettnews">02/03/2012</span></p>
<div id="stampa"><a title="Stampa questo articolo" rel="nofollow" href="http://www.infobuildenergia.it/stampa_notizia.php?id=2300" target="_blank"></a>Il Governo ha modificato, nel corso dell'esame del provvedimento in Commissione Industria del Senato, l'art.65 del decreto liberalizzazioni che bloccava gli i<strong>ncentivi</strong> al <strong>fotovoltaico</strong>&nbsp;previsti dal <a href="http://www.infobuildenergia.it/normative/decreto-05-maggio-2011-528.html" target="_blank">Quarto&nbsp;Conto Energia</a>&nbsp;sui terreni agricoli. L'articolo &egrave; stato infatti rivisto e i suoi effetti retroattivi cancellati.<br />E' stata introdotta una clausola di salvaguardia per tutti gli impianti su terreni agricoli di potenza inferiore a 1 MW (gi&agrave; autorizzati alla data di entrata in vigore della legge di conversione), che dovranno entrare in esercizio entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge. Per gli impianti pi&ugrave; grandi oltre 1 MW di potenza il termine per l'entrata in esercizio &egrave; ridotto a 60 giorni.<br />Inoltre &egrave; stato introdotto un salvacondotto per gli impianti a terra del demanio militare, ed&nbsp;&egrave; stato completamente eliminato l'articolo che equiparava le <strong>serre fotovoltaiche</strong> agli edifici tradizionali. <br />Ricordiamo che le <a href="http://www.infobuildenergia.it/notizie/anie-gifi-e-aper-il-fotovoltaico-non-ha-bisogno-di-un-altro-salva-alcoa-2232.html" target="_blank">associazioni di categoria avevano duramente criticato l'art 65</a> che di fatto bloccava gli incentivi per tutti gli impianti non entrati in esercizio entro il 24 gennaio scorso con lo stralcio della norma che concedeva ai produttori un anno di tempo per mettere in esercizio gli impianti fotovoltaici con iter autorizzativo gi&agrave; avviato.</div>]]>
</description>
<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title><![CDATA[23/02/2012 - Amianto e fotovoltaico, 13 milioni ]]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=67</link>
<description>
<![CDATA[<p><span class="postDate">gioved&igrave;, 23 febbraio 2012</span></p>
<p>Tredici milioni di euro per coniugare il risanamento ambientale dei luoghi di lavoro con lo sviluppo delle energie rinnovabili. A tanto ammontano le risorse che la Regione Emilia-Romagna ha stanziato per sostenere il bando per incentivare la rimozione dell&rsquo;amianto, la coibentazione e l&rsquo;installazione di pannelli fotovoltaici nelle aziende dell&rsquo;Emilia-Romagna, che &egrave; stato presentato oggi a Bologna dall&rsquo; assessore regionale alle attivit&agrave; produttive e piano energetico Giancarlo Muzzarelli.&nbsp; Le domande arrivate sono state 286, di cui 214 quelle accolte perch&eacute; in possesso di tutti i requisiti di ammissibilit&agrave;. Un successo che ha spinto l&rsquo;Amministrazione di Viale Aldo Moro a integrare i 9 milioni inizialmente previsti con 4 milioni di risorse aggiuntive per riuscire a sostenere tutte le imprese meritevoli dei finanziamenti previsti nel bando. Considerando il coinvestimento previsto da parte delle imprese, verranno in questo modo movimentate complessivamente risorse per oltre 87 milioni di euro, con importanti risultati sul fronte della salute e dell&rsquo;ambiente. L&rsquo;intervento, infatti, permetter&agrave; di liberare dall&rsquo;amianto coperture pari a quasi 209 mila metri quadrati di tetti e coperture e di installare oltre 23 mila KW di energia &ldquo;pulita&rdquo;, con un risparmio di emissioni climalteranti pari a oltre 6 mila TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) su un totale di oltre 44 mila consumate prima di realizzare l&rsquo;intervento.</p>
<p>&ldquo;Con questo provvedimento &ndash; ha spiegato Muzzarelli &ndash; raggiungiamo pi&ugrave; di un obiettivo. Interveniamo per eliminare l&rsquo;amianto, creiamo opportunit&agrave; occupazionali in un momento di grave difficolt&agrave; grazie a un investimento complessivo di 87 milioni di euro, promuoviamo lo sviluppo di fonti rinnovabili, miglioriamo la qualit&agrave; dei luoghi di lavoro.&rdquo; Per quanto riguarda in particolare lo sviluppo delle energie rinnovabili, Muzzarelli ha sottolineato che &ldquo;questa Regione lavora per fare della green economy la sua carta d&rsquo;identit&agrave;, un esempio di buone pratiche e un&rsquo;assunzione di responsabilit&agrave; di tutta la nostra comunit&agrave;&rdquo;. Commentando invece la recente sentenza di Torino sul processo Eternit, Muzzarelli ha detto: &ldquo;E&rsquo; un pronunciamento molto importante. Quello che conta &egrave; che &egrave; stato ribadito che la salute deve sempre venire prima del guadagno facile&rdquo;. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili, l&rsquo;efficientamento e il risparmio energetico, la promozione della green economy e in particolare delle filiere delle tecnologie energetiche, sono tra gli obiettivi di fondo delle politiche industriali e ambientali della Regione Emilia-Romagna, anche in linea con le previsioni del pacchetto clima-energia della UE &ldquo; 20-20-20&rdquo; previsto per il 2020 (-20% di emissione di gas serra da fonte fossile, -20% nel consumo di energia, + 20% di energia da fonti rinnovabili). Con questo intervento in particolare, la Regione non solo fa un altro passo nella direzione delle energie rinnovabili, ma lo fa facendo una chiara scelta a favore dei piccoli impianti destinati prevalentemente all&rsquo;autoconsumo e collocati in modo tale da contenere al massimo il consumo di suolo, specialmente quello destinato all&rsquo;agricoltura. Una scelta quest&rsquo;ultima che ha anticipato la recente decisione del Governo di eliminare gli incentivi previsti per il fotovoltaico installato al suolo.</p>
<p>Per quanto riguarda la rimozione dell&rsquo;amianto dai luoghi di lavoro, dal 2004 la Regione Emilia-Romagna ha stanziato e assegnato con precedenti bandi circa 13 milioni di euro per promuovere e sostenere 334 interventi di rimozione di questo inquinante negli stabilimenti industriali. L&rsquo;esperienza di cui oggi si presentano i risultati &egrave; nuova rispetto alle precedenti in quanto si &egrave; inteso coniugare il risanamento dell&rsquo;ambiente di lavoro attraverso la rimozione dell&rsquo;amianto con un ulteriore effetto positivo in termini di minori emissione di gas climalteranti, grazie al fotovoltaico ed al miglioramento dell&rsquo;efficienza energetica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il bando. </strong>Il bando finanzia la rimozione e lo smaltimento delle coperture di amianto e la successiva installazione di pannelli fotovoltaici come interventi principali e vincolanti. Prevista anche la possibilit&agrave; di affiancare opere per coibentare gli stabilimenti cos&igrave; da ridurre la dispersione energetica. Un&rsquo;opportunit&agrave; quest&rsquo;ultima di cui hanno scelto di avvalersi 160 aziende su 214. Per la rimozione dell&rsquo;amianto il contributo complessivo regionale sfiora i 3 milioni di euro (movimentando risorse per oltre 7 milioni e 100 mila euro). Per l&rsquo;installazione del fotovoltaico le risorse regionali sono pari a circa 6 milioni 500 mila euro (l&rsquo;investimento totale superer&agrave; i 71 milioni 300 mila euro), mentre per la coibentazione sono previsti contributi per oltre 3 milioni 500 mila euro (oltre 8 milioni 600 mila euro l&rsquo;investimento).</p>]]>
</description>
<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
</item>
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<title><![CDATA[20/02/2012 - RAI e art. 17 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,]]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=66</link>
<description>
<![CDATA[<p><strong>iniziativa di Rete Imprese Italia per far luce sull'ennesima tassa</strong></p>
<p>Roma, 17 febbraio 2012</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Prof. Sen. Mario Monti</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Presidente del Consiglio dei Ministri</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Dott. Corrado Passera</p>
<p>Ministro dello sviluppo economico</p>
<p>La RAI, Radiotelevisione italiana Spa, anche come conseguenza dell&rsquo;entrata in vigore dell&rsquo;art. 17 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, laddove prevede che &ldquo;le imprese e le societ&agrave; (&hellip;), nella relativa dichiarazione dei redditi, devono indicare il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione e la categoria di appartenenza (&hellip;), ai fini della verifica del pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale&rdquo;, sta conducendo una massiccia campagna nei confronti delle imprese, ricordando che le disposizioni normative in essere impongono l&rsquo;obbligo del pagamento di un abbonamento speciale a chiunque detenga uno o pi&ugrave; apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell&rsquo;ambito familiare.</p>
<p>Aggiunge, la RAI, che tra gli apparecchi considerati sarebbero compresi &ldquo;i computer collegati in rete (<em>digital signage </em>e similari), indipendentemente dall&rsquo;uso al quale gli stessi vengono adibiti, come ad esempio la visione di filmati, dvd, televideo, filmati di aggiornamento, ecc.&rdquo;.</p>
<p>Per quanto riguarda l&rsquo;individuazione della tipologia di apparecchi che determinano l&rsquo;obbligo del pagamento del canone RAI, l&rsquo;Agenzia delle Entrate, con nota del 15 marzo 2008, prot. n. 954&#8208;38963, ha avuto modo di affermare che &ldquo;spetta al Ministero delle comunicazioni procedere a tale individuazione&rdquo;, ed in effetti l&rsquo;Agenzia ha poi proceduto a chiedere al predetto Ministero di fornire precisazioni riguardo la problematica, senza peraltro ottenere mai risposta.</p>
<p>Appare ora aggressivo e intollerabile l&rsquo;atteggiamento della RAI, che, facendo leva sul nuovo obbligo per le imprese introdotto dall&rsquo;art. 17 del decreto&ldquo;Salva Italia&rdquo;, si sostituisce al legislatore nel tradurre in regola concreta una norma che certamente non ha come scopo quello di obbligare al pagamento del canone chi utilizza i propri strumenti di lavoro per finalit&agrave; intrinseche, e a volte addirittura per effetto di norme che obbligano l&rsquo;impresa a dotarsene (si consideri l&rsquo;obbligo per le societ&agrave; di dotarsi di posta elettronica certificata e la previsione che i contatti tra imprese e pubblica amministrazione debbano avvenire esclusivamente in forma telematica).</p>
<p>La richiesta del pagamento del canone a tutte le imprese, senza un riscontro delle reali situazioni operative, sembra piuttosto rispondere ad una non dichiarata ma evidente esigenza &ldquo;di far cassa&rdquo;.</p>
<p>In questo caso, per&ograve;, a prescindere dalle interpretazioni formali delle norme in vigore, che pure potrebbero portare all&rsquo;assurdo riconoscimento della conformit&agrave; a legge di quanto preteso dalla RAI, le Associazioni che compongono R.ETE. Imprese Italia si oppongono fermamente all&rsquo;applicazione di quello che appare un insensato nuovo balzello, basato sulla teorica eventualit&agrave; dell&rsquo;accesso a un servizio, piuttosto che sull&rsquo;utilizzo reale del medesimo.</p>
<p>La palese iniquit&agrave; della situazione ci induce a richiedere al Governo un immediato intervento affinch&eacute; vengano modificate le norme che impongono il pagamento del canone televisivo, escludendo quanto meno qualsiasi obbligo di corrispondere il canone in relazione al possesso di apparecchi che fungono da strumenti di lavoro per le aziende, quali computer, telefoni cellulari e strumenti similari.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il Presidente</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Marco Venturi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Cambria; font-size: small;"><span style="font-family: Cambria; font-size: small;">
<p align="left">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
</span></span></p>]]>
</description>
<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
</item>
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<title><![CDATA[19/02/2012 - Al via il Fondo Kyoto: 600 milioni per l'efficienza energetica in edilizia]]></title>
<link>http://www.demasi-impianti.it/news.php?id_news=65</link>
<description>
<![CDATA[<p><span class="data_dettnews">17/02/2012</span></p>
<div id="stampa"><a title="Stampa questo articolo" rel="nofollow" href="http://www.infobuildenergia.it/stampa_notizia.php?id=2280" target="_blank"><img id="id5789936660116284" src="http://www.demasi-impianti.it/Images/stampante.gif" alt="Stampa questo articolo" /></a> <a title="Stampa questo articolo" rel="nofollow" href="http://www.infobuildenergia.it/stampa_notizia.php?id=2280" target="_blank">Stampa</a></div>
<div class="contenuto_testo_img">
<div class="testo">
<p>Sar&agrave; operativo dal 15 marzo il <strong>Fondo Kyoto, &nbsp;</strong>istituito dalla Finanziaria del 2007 per finanziare interventi aderenti al Protocollo di Kyoto per la riduzione di emissioni inquinanti, ma fino ad ora mai attuato. <br />Le risorse sono pari a <strong>&euro; 600 milioni </strong>- distribuiti in tre annualit&agrave; da &euro; 200 milioni l'una. Il Fondo, gestito dalla <strong>Cassa depositi e prestiti </strong>(CDP), &egrave; stato presentato ieri a Roma dal <strong>Ministro dell'Ambiente Corrado Clini</strong> assieme al <strong>Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera</strong>, il presidente <strong>della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, il presidente e l'amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti Franco Bassanini e Giovanni Gorno Tempini, e il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini</strong>. <br />Obiettivo del Fondo &egrave; quello di <strong>promuovere investimenti </strong>pubblici e privati <strong>per l'efficienza energetica nel settore edilizio e in quello industriale</strong>; diffondere piccoli impianti ad alta efficienza per la produzione di elettricit&agrave;, calore e freddo; impiegare fonti rinnovabili in impianti di piccola taglia; la gestione sostenibile delle foreste; la promozione di tecnologie innovative nel settore energetico.&nbsp;<br />&nbsp;<br />"Si tratta di un meccanismo a sportello con un format semplice e una procedura di approvazione riferita al format - spiega il <strong>Ministro Clini</strong>, sottolineando che i 600 milioni - sono a disposizione tutti e da subito. Stiamo creando un volano che a sua volta dovrebbe trascinare altri investitori".<strong><em>&nbsp;</em></strong><br />&nbsp;<br /><strong>Il Fondo Kyoto finanzia interventi a livello regionale e nazionale.</strong> <br />Gli interventi finanziabili con il Fondo Kyoto <strong>a livello regionale</strong> sono: <br />&bull; <strong>microcogenerazione diffusa</strong>: installazione di impianti che utilizzano gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili liquidi di origine vegetale, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa quali fonti energetiche; <br />&bull; <strong>installazione di impianti da fonti</strong> <strong>rinnovabili </strong>per la generazione di elettricit&agrave; o calore (eolico, idroelettrico, solare termico, biomassa, fotovoltaico); <br />&bull;&nbsp;<strong>risparmio energetico</strong> e incremento dell'efficienza negli <strong>usi finali </strong>dell'energia. <br />&nbsp;<br />E' possibile presentare un unico progetto di investimento che contempli l'integrazione di pi&ugrave; interventi, comunque combinati, da realizzarsi nello stesso sito (sistema integrato). <br /><br />Gli interventi finanziabili con il Fondo Kyoto <strong>a livello nazionale</strong> sono:&nbsp;<br />&bull; sostituzione di <strong>motori elettrici industriali </strong>con motori ad alta efficienza;&nbsp;<br />&bull; interventi sui cicli produttivi delle imprese che producono acido adipico e delle imprese agro-forestali <strong>(misura protossido di azoto)</strong>;&nbsp;<br />&bull; attivit&agrave; di <strong>ricerca </strong>per lo sviluppo di tecnologie innovative per la produzione di energia da fonti rinnovabili;&nbsp;<br />&bull; progetti regionali di <strong>gestione forestale sostenibile </strong>volti ad identificare interventi diretti a ridurre il depauperamento dello stock di carbonio nei suoli forestali e nelle foreste. <br />&nbsp;<br />I <strong>finanziamenti sono a tasso agevolato (0,50% annuo) per una durata massima di 6 anni</strong> (15 per i soggetti pubblici), rimborsabili in rate semestrali. <br />Le banche aderenti potranno concedere un <strong>finanziamento </strong>per la quota parte del costo totale del progetto che non &egrave; coperta dal finanziamento agevolato.<br />&nbsp;<br />''E' un meccanismo a sportello'', ha sottolineato il <strong>ministro Clini </strong>che <strong>prevede un effetto ''moltiplicatore''</strong> a partire dai 600 milioni disponibili e che ''potrebbe generare investimenti per almeno il doppio della cifra''. <br />Le domande devono essere compilate esclusivamente online, previo accreditamento in una sezione del <a href="http://www.cassaddpp.it/" target="_blank">sito (a partire dal 2 marzo) della Cassa Depositi e Prestiti</a>, il beneficiario deve recarsi quindi presso una delle banche aderenti alla convenzione Abi-Cdp per gli ulteriori adempimenti e la stipula del contratto di finanziamento. Le regioni Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte si occuperanno direttamente della fase istruttoria attraverso enti di sviluppo o societ&agrave; finanziarie regionali. Il termine per la presentazione delle domande &egrave; fissato per il 14 luglio 2012.</p>
</div>
</div>]]>
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<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 0:00:00 +0100</pubDate>
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